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Sfida tra imbottiture: meglio la piuma o il sintetico?

Qual è l'imbottitura migliore per giacche e sacchi a pelo da trekking? Scopriamo differenze, proprietà e consigli.

PREMESSA: COME I MATERIALI ISOLANTI CI TENGONO CALDO?

Il segreto è l'aria!
Per capire come i diversi materiali ci tengono caldo dobbiamo prima comprendere un concetto troppo spesso frainteso: è il nostro corpo, non gli abiti, a produrre calore.
Il ruolo dell’abbigliamento, e delle attrezzature come i sacchi a pelo, è infatti “solo” quello di isolarci dall’esterno e di trattenere il calore generato dal nostro corpo.

Il “segreto” dietro questa isolazione è quello di riuscire a creare uno strato d’aria che faccia da camera di separazione tra noi e l’ambiente esterno. I pile, soprattutto quelli tecnici “pelosi”, così come le giacche imbottite ed i sacchi a pelo sono realizzati proprio con lo scopo di intrappolare aria all’interno dei pelucchi, delle piume o dell’imbottitura in modo da creare uno strato d’aria che ci protegga. Maggiore sarà la quantità d’aria intrappolata dal capo (non lo spessore della giacca, occhio a non fare questo errore) e maggiore sarà il calore che esso sarà in grado di trattenere.


IMBOTTITURA IN PIUMA
Il materiale
Di origine animale, la piuma è da decenni l’imbottitura più utilizzata nel mondo del trekking e degli sport outdoor. É un isolante ottimo in quanto è capace di intrappolare molta aria all’interno delle proprie fibre. Ne esistono di qualità e tipologie diverse, scopriamo quali sono.

Piumino o Piuma
Il piumino proviene dall’oca ed è la parte migliore e più preziosa del loro piumaggio. Si trova sotto il collo e sul petto, nella zona che serve a covare le uova, ed ha una struttura “a fiocchi” che gli permette di essere super leggero e di occupare al tempo stesso un grande volume.

La piuma invece è leggermente più pesante rispetto al piumino, per via della presenza del filamento centrale rigido (chiamato rachide) da cui si originano i vari filamenti.
É inoltre più “sgonfia” in quanto non è a fiocco come il piumino ma ha invece la forma della piuma come ce la immaginiamo comunemente. La piuma inoltre può provenire sia da oche che da anatre e nelle qualità più basse anche da polli o tacchini.

Fill Power, campiamoci qualcosa!
Spesso nella fase di scelta una capo in piuma ci saremo sicuramente imbattuti in un’infinità di numeri e di valori riportati dalle aziende sui capi e sulle etichette. E visto che è facilissimo confondersi e non riuscire più a venirne fuori, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

Il Fill Power (o CUIN cioè cubic inches, pollici cubi) altri non è che l’unità con cui si misura quanto volume occupano le piume per ogni oncia di peso. In parole povere più un’oncia di piume occuperà volume, maggiore sarà la sua qualità e la sua capacità di tenere caldo; infatti più la piuma è pregiata, minore sarà la quantità che ne occorre per riempire un determinato volume.

Il Fill Power è generalmente misurato con una scala numerica che va da 100 a 800.
In alcuni capi la qualità di piuma può arrivare anche a 900 o 1000 Fill ma si tratta molto spesso di piume 800, la massima qualità di piuma raccolta in natura, che hanno subito dei trattamenti al plasma o con altre tecnologie al fine di aumentarne il Filling Power.

Un’altro modo in cui l’imbottitura in piuma potrebbe essere indicata (anche se è un sistema ormai obsoleto e comunque molto più utilizzato negli Stati Uniti) è la dicitura 90/10, 85/15, 70/30 ecc ecc. In questo caso i numeri indicano le percentuali delle diverse qualità di piuma contenute nel capo, in cui il primo numero indica la quantità di piumino ed il secondo la quantità di piuma in percentuale. Una giacca 90/10 conterrà quindi il 90% di piumino ed il 10% di piuma.

 Attenzione però: la maggior parte delle volte sulle giacche e nelle attrezzature è indicato il CUIN, quindi la qualità della piuma, ma non la quantità di piuma utilizzata. Facciamo attenzione a questo particolare in quanto se è vero che il fill power è un importante parametro da tenere in considerazione è altresì vero che la quantità cambia sostanzialmente l’uso che potremo farne e la sua termicità. Non facciamoci quindi ingannare dalle varie leggende quali “la giacca 100 grammi” in quanto in base al Fill Power gli stessi cento grammi potrebbero avere risultati molto diversi.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI
PRO

  • La piuma è un imbottitura fantastica ed ideale per condizioni di freddo estremo e di freddo secco in cui non si corra il rischio di incontrare rovesci temporaleschi.

  • É ottima per un utilizzo “statico”, ecco perchè la maggior parte dei sacchi a pelo sono in piuma, ed è in grado di fornirci il 100% del suo potere calorifico in modo abbastanza rapido anche se stiamo fermi per lunghi periodi.

  • Ha un eccezionale rapporto peso/calore per cui nonostante la sua leggerezza ha delle proprietà termiche ottime. Inoltre è molto più morbida rispetto al sintetico e questa caratteristica la rende altamente comprimibile e andando ad occupare uno spazio ridotto quando la si richiude su se stessa per trasportarla nello zaino.

CONTRO

  • La piuma non è un materiale idrorepellente (anzi tende ad essere alquanto idrofilo) quindi se bagnata la piuma tenderà ad assorbire acqua e di conseguenza perderà la maggior parte della sua capacità di tenerci caldo (con una perdita di circa 80% - 90% del nostro calore).

  • Tendenzialmente è più costosa del sintetico in quanto la raccolta della materia prima è un processo più laborioso e manuale che richiede un maggior sforzo. Questa però non è una “regola assoluta” in quanto con l’avanzare della tecnologia e dei materiali sempre più imbottiture sintetiche hanno prestazioni di alto livello e quindi costi molto simili a quello della piuma.

  • Richiede una maggior cura ed una maggior attenzione, sia in fase di utilizzo che in fase di lavaggio. Per fare un semplice esempio se dovessimo strappare una giacca imbottita in sintetico non rischieremmo che l’imbottitura fuoriesca completamente come invece succederebbe molto più facilmente nel caso della piuma.

Piccoli tips sul lavaggio dei capi in piuma
Le giacche ed i prodotti con imbottitura in piuma si possono lavare senza alcun problema in lavatrice, anzi è consigliato farlo rispetto al lavaggio a mano. Fondamentale però è avere a disposizione anche un’asciugatrice in cui poi far asciugare il nostro capo.

  1. Usare un sapone di marsiglia neutro per lavatrice o ancor meglio prodotti specifici per il lavaggio di capi in piuma che non vadano ad intaccare la struttura delle piume.

  2. Mettere il capo in lavatrice, a basse temperature e con centrifuga a bassi giri (scegliamo il minor numero di giri possibile; in molte lavatrici ormai esiste anche il programma piumini specifico).

  3. Mettiamo poi il capo direttamente in asciugatrice a 40° aggiungendo nel cestello anche 3 palline da tennis (consiglio quelle bianche rispetto a quelle gialle perchè perdono meno peli). Rimbalzando all’interno del cestello le palline andranno a rimbalzare, “spaccando” i grumi di piume creatisi durante il lavaggio mentre il calore dell’asciugatrice farà rigonfiare i fiocchi di piuma alla sua forma originale.

IMBOTTITURA IN SINTETICO
Il materiale
Ad oggi sul mercato ci sono tantissime tipologie di imbottiture sintetiche con forme, materiali e caratteristiche diverse che, nonostante le differenze, vengono racchiuse sotto il grande cappello delle imbottiture non in piuma.

Che si tratti di imbottiture realizzate a forma di panno (come ad esempio il Primaloft o L’apex di Climashield) o in modo da rassomigliare la struttura dei fiocchi di piuma (come ad esempio il ThermoBall di TNF ed il Pluma Fill di Patagonia), esse possono avere spessori e caratteristiche diverse che risultano quindi in proprietà e capacità termiche diverse (si conti ad esempio che solo di Primaloft ne esistono diverse tipologie)

 Esempio di imbottitura a panno

Esempio di piuma artificiale


Di imbottiture sintetiche ne esistono migliaia di tipi, prodotte da diverse aziende e con caratteristiche alquanto differenti tra loro in quanto ad efficenza termica. E mentre per la piuma esistono degli standard validi come scala di riferimento, coì non è per il sintetico. Il mio consiglio in questo caso, se dovete scegliere un capo da utilizzare per l’uso outdoor, è quello di affidarsi ad aziende specialistiche di settore che abbiano un buon know how del prodotto e che producano attrezzature di qualità che siano affidabili.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI
PRO

  • Una delle caratteristiche più importanti e che rendono l’imbottitura in sintetico molto versatile è l’incredibile capacità di trasmettere calore anche da bagnato (arrivando fino all’85% del potere calorifico trattenuto dalla giacca nei sintetici migliori) *

  • É incredibilmente più traspirante rispetto alla piuma e quindi molto più adatto ad un utilizzo “active” in movimento. Inoltre, proprio per una struttura dei filamenti che costituiscono le imbottiture sintetiche, tende a trasportare verso l’esterno il vapore acqueo (aka il sudore) facendo sì che non si abbia mai una superficie bagnata a contatto con la pelle. Fate attenzione però: in commercio esistono imbottiti in sintetico “dedicati” all’attività in movimento e con tessuti esterni che siano maggiormente traspiranti e (ovviamente) non così resistenti al vento, cerchiamo di capire quali sono le nostre esigenze e scegliamo di conseguenza il prodotto adatto.

  • Generalmente è molto più maltrattabile in quanto “meno delicato”, non perde la forma all’interno delle camere di contenimento della giacca/sacco a pelo e quindi non impaccandosi in alcune aree non va a creare “cold spots” privi di imbottitura.

  • La maggior parte degli imbottiti in sintetico sono ipoallergenici quindi, avendo semplicemente cura di tenerli puliti, non avremo problemi di potenziali reazioni allergiche.

CONTRO

  • In rapporto peso/calore il sintetico è peggiore rispetto alla piuma. Risulta essere un materiale abbastanza ingombrante e pesante quindi per tenerci calore a basse temperature avremo bisogno di una giacca molto più pesante e “grossa”.

  • In diversi articoli e su diversi siti ho trovato tra i contro dell’imbottitura sintetica il fatto che questa “non dura così a lungo nel tempo e perde velocemente il suo potere di isolamento”. Una precisazione: Personalmente non ho mai riscontrato questo tipo di “usura” e di perdita termica nei capi in sintetico che ho posseduto. Sono convinto, ed è una convinzione maturata in più di 10 anni di lavoro nel campo del retail e della vendita di abbigliamento tecnico, che se l’imbottitura ed il capo è di alta qualità questi non subiscano un calo di performance nel tempo se non quello dato dalla normale usura del capo (indipendente dal materiale in cui è imbottita).
    * Quindi se un imbottito in sintetico è capace di tenere caldo a temperature invernali con temperature di 5° / -5°/ - 15°, da completamente bagnata l’imbottitura avrà una variazione del suo potere calorifico per cui terrà caldo a temperature di 8° / -2° / -12°.

DIFFERENZE TRA I MATERIALI

CONCLUSIONI, QUALE É MEGLIO?
Ovviamente, come per la maggior parte delle attrezzature e dell’abbigliamento da trekking non esiste una risposta esatta a questa domanda. Dipenderà dalle temperature, dalle caratteristiche climatiche e meteorologiche a cui andremo incontro oltre ovviamente alle nostre “sensazioni a pelle”. Ricordandoci inoltre che non esiste un unico prodotto che possa essere utilizzato in ogni situazione vi lascio qui una lista di domande che potrebbe aiutarvi a scegliere il capo giusto:

  • Che tipo di trekking / uscite andiamo ad affrontare?

  • Ne faremo un utilizzo più in movimento o più statico?

  • In che stagione intendiamo usarlo?